Immigrati: gioie e angustie

Sento il bisogno di comunicarvi, nel contempo, una gioia e un’angustia. La mia Franca si toglierà da casa per qualche ora, evitando di darmi il nervoso a forza di spostare soprammobili, col nobile fine di insegnare (volontariamente) l’italiano a qualche immigrato di colore. E questa è la gioia. Io, nel mentre, lavorerò come un immigrato di colore per due giornali e quattro lire. Nell’attesa che, imparato che abbiano l’italiano dalla mia Franca, quelli là possano accopparci entrambi nella nostra lingua.

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