Ghiacci e virus

E io non ci credo più. Non credo che sotto i ghiacci siberiani (la notizia è di ieri) ci sia un virus preistorico pronto a risvegliarsi. Non credo che il terreno gelato della tundra siberiana stia lì lì per sciogliersi a causa di quattro trivelle del cazzo.
E io non ci credo più. Non credo che sotto i ghiacci siberiani (la notizia è di ieri) ci sia un virus preistorico pronto a risvegliarsi. Non credo che il terreno gelato della tundra siberiana stia lì lì per sciogliersi a causa di quattro trivelle del cazzo. Il permafrost che se ne va, ma dai. Non credo che “antichissimi patogeni del periodo glaciale” stiano tornando a mietere vittime su tutto il pianeta perché quattro riccastri, affamati di gas, vogliono farsi le più fighe del mondo. Vendendoci un prodotto che, dopotutto, ci tiene al caldo d’inverno. Non ci credo. E non credo che verrà l’Armageddon. E nemmeno che quel megavirus siberiano, grande che sia, preistorico che sia, minaccioso che sembri e ibernato com’è, ci devasterà l’esistenza. Non ci credo. Volerlo chiamare Miguel Gotor, tra l’altro, mi parrebbe francamente un esotismo.  

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