Auricolari pronti

Intercettazioni o no, a Repubblica sanno sempre come smascherare il lato oscuro del potere

Auricolari pronti

Niente frasi, siamo in privacy. Virgolette che passione. Stretta sugli ascolti delle telefonate altrui e limiti alla libertà di stampa. Andrea Orlando, ministro Guardasigilli, firma il decreto sulle intercettazioni: “Divieto di riproduzione integrale”. Esultano i potenti ma Repubblica, anticipando il testo del ministero della Giustizia, sa come smascherare – ancora una volta – il lato oscuro del potere.

 

Niente frasi, siamo in privacy. Virgolette che passione. Premio “Lampadina fulminata” a Dario Del Porto e Fabio Tonacci. A quattro mani, i due cronisti di Largo Fochetti, firmano un articolo il cui attacco, fulminante, rende onore al giornalismo dalla schiena dritta. Eccolo: “Ci sono intercettazioni che hanno svelato il lato oscuro del potere. La patonza deve girare”.

 

Niente frasi, siamo in privacy. Virgolette che passione. Ecco, dunque, dove s’era andato a nascondere il lato oscuro del potere. “Un mondo in una frase”, commentano i due giornalisti di Repubblica, “che forse non potremo più leggere”. Il decreto di Orlando, infatti, impone il riassunto ma il potere, però, è proprio un buongustaio! Gira, il mondo gira, ma il potere se ne sta al calduccio.

 

Niente frasi, siamo in privacy. Virgolette che passione. Del Porto e Tonacci, premiati da Patrizia D’Addario in persona, illuminano tutti i lati del potere. Non c’è solo quella cosina lì che gira, dunque, da portare alla luce (forse rimasta ancora nelle cene eleganti di Silvio Berlusconi). C’è anche il lato B dell’oscuro potere e tra le frasi che non potremo più leggere, ohibò, ci sarà anche quella del Quartierino, ossia Stefano Ricucci, lo scalatore da Unipol a Bnl partito da Zagarolo.

 

Niente frasi, siamo in privacy. Virgolette che passione. I due trascrittori, cuffie alle orecchie, insigniti dell’Ordine della Lampadina fulminata, ovviamente non hanno esitato a scovare l’altro lato oscuro del potere. Eccolo, dunque, è nel popò degli altri che va a rintanarsi, anzi, a prendersi un quartierino, il tenebroso potere.

 

Niente frasi, siamo in privacy. Virgolette che passione. Patatina e culetto, quindi. Il decreto obbliga al riassunto ma il duo di Repubblica smaschera ogni volto oscuro. Altro che Trattativa stato-mafia, altro che stragi, altro che Sequestro Omar, altro che caso Shalabayeva, altro che Banca Etruria, la patatina che gira e il fingersi libertino col culetto altrui sono i cupi e bui tratti dello spietato e impunito potere, per non dire di quello che c’è in zona ascellare: veri e propri miasmi di malaffare.

 

Niente frasi, siamo in privacy. Virgolette che passione. L’illuminazione dei due luciferi di Repubblica è retroattiva. Sfidando l’epoca in cui era obbligo dire “estremità”, Del Porto e Tonacci – concentrati sul lato oscuro del potere – scandagliano i segreti dell’anatomia e scrivono a chiare lettere “Piede, piede, piede!”. Nelle scarpe, infatti, va a nascondersi la notte di questo povero paese e non sarà certo un decreto ministeriale a fermare l’anelito di verità: ogni unghia incarnita non resterà impunita. E sono i piedini di Massimo Carminati a custodire l’altro spicchio oscuro del potere.

 

Niente frasi, siamo in privacy. Virgolette che passione. Patatina, culetto e piedino. Senza dimenticare le ascelle. E’ la somma che fa il totale. Ogni selva si fa oscura ma a Repubblica non manca mai la luce. Taccuino pronto e auricolari pronti – rispettosi comunque del decreto – si procede di riassunto in riassunto e ogni intercettazione passa al vaglio dei due formidabili anatomo-cronisti, bravissimi a smascherare le trame occulte del potere.

 

Niente frasi, siamo in privacy. Virgolette che passione. Cene eleganti, quartierino, terre di mezzo e spogliatoi. Non solo patatine, anche mutandine. Quelle dell’arbitro su cui infierisce il potente tra i potenti, Luciano Moggi, in attesa di un più illuminante riassunto. Passa alla storia l’intercettazione della telefonata dove Moggi confessa di avere chiuso l’arbitro Paparesta, dopo la partita Reggina-Juventus, nello spogliatoio: “Mi sono portato le chiavi in aeroporto”. Il decreto Orlando obbliga tutti al riassunto a Repubblica non la si fa. Hanno già la doppia chiave. A doppia firma, Del Porto & Tonacci, va da sé. Niente frasi, siamo in privacy.

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