Gabbie e fruste

Moiro Orfeo si fa nemica Federica Sciarelli e sono dolori. A rimetterci è il povero Joe

Gabbie e fruste

Federica Sciarelli (foto LaPresse)

Rai, di tutto, di più. Mario Orfeo Orfei detto Moiro, direttore generale della Rai, di tutto e ancor di più. Non solo è circense, ma anche cinematografico. Rivela agli amici di avere offerto il suo satollo volto alle macchina da presa di Antonio Albanese – interpreta il ruolo di un sacerdote ne “Il nostro matrimonio è in crisi” – e subito l’intero Cda, con il solo voto contrario di Carlo Freccero, chiede per ogni sabato sera della prossima stagione tivù la messa in onda del film a reti unificate.

 

Rai, di tutto, di più. Moiro Orfeo ancor di più. Ormai si muove come Steve Jobs nei suoi momenti migliori, salta nel cerchio di fuoco per la gioia degli inserzionisti Rai, ruba la panchina della Juve all’amico Allegri, affida alla cugina circense Ambra Orfei la conduzione del Festival di Sanremo accanto a Franca Leosini e all’asinello della Brambilla.

 

Rai, di tutto, di più. Moiro Orfeo ancor di più. Il direttore generale accontenta il procuratore degli artisti Beppe Caschetto, infatti – facendo schioccare la frusta – offre un più che sontuoso contratto a Fabio Fazio, soldi tanti, da ridurre in noccioline nel paragone la ridicola carta di credito aziendale di Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1 molestato oltremodo.

  

Rai, di tutto, di più. Morio Orfeo ancor di più. Palinsesti che passione. Il contrappasso. Il dg della Rai prende possesso dell’Arena di Massimo Giletti, la chiude al pubblico e lì vi rinchiude – facendo schioccare la frusta – l’affascinante conduttore. Giletti, tratto in ostaggio, è costretto adesso a rinunciare al vitalizio come un qualunque guitto della politica e a dividere la sabbia del recinto populista con Mario Capanna, il leader del ’68, nonché pensionato di lusso del Parlamento che se la gode, con un esuberante Rosario Crocetta, il suo ospite preferito che – a suo modo – se la gode, e con il Mago Otelma (quest’ultimo in rappresentanza del giornalismo dalla schiena dritta) che – sempre a suo modo – se la gode. Il tutto mentre Giletti soffre.

Rai, di tutto, di più. Morio Orfeo ancor di più. Ma Moiro trova un formidabile nemico interno: Federica Sciarelli che confida i piani segreti della Rai circense di Orfeo allo spietato pm John Henry Woodcock. Questi, che se la gode, impazzisce di gioia e arresta tutti: Moiro, la Leosini, la Brambilla, l’asinello, Crocetta, Otelma, Giletti (Otelma no perché dimostra la schiena dritta) e, per un clamoroso errore giudiziario, pure Joe Servegnini, per una volta innocente.

  

Rai, di tutto, di più. Morio Orfeo ancor di più. Il direttore animalista del Corriere della Sera, Lucianino Fontana, scatena una campagna di stampa e Woodcock è costretto a liberare tutti tranne Servegnini: “Quello tenetevelo pure”, scrive Lucianino. Woodcock non se lo fa ripetere due volte e chiude Joe nelle segrete di Poggio Reale, da dove solo un blitz dell’audace Irene – vero, Irene? – può liberarlo.

  

Rai, di tutto, di più. Morio Orfeo ancor di più. Tutti vengono liberati ma come Joe, anche Orfeo viene chiuso nella Gabbia di Gianluigi Paragone e calato in catene a Marechiaro come il mago Houdini. E Servegnini, immerso nelle acque col suo proverbiale impermeabile bianco, attende con la frangetta da suora laica ondeggiante tra le correnti e la scucchia (vero, Irene?) inzeppata di patelle, telline e granchi molli e duri.

  

Rai, di tutto, di più. Morio Orfeo ancor di più. Il direttore generale, pur costretto dalle catene, riesce a soffiare nel corno fatato, dono di Luca Lotti di ritorno da Camelot e con quello allerta Maria Etruria Boschi, la sua fatina protettrice. Già riuscita nell’impresa di liberare il suo pupillo dall’incantesimo in cui l’aveva imprigionato il Mago Bocchino, Maria Etruria, nuovamente riesce a strappare Moiro alle catene e su un elicottero messo a disposizione degli ignari obbligazionisti di Banca Etruria lo reinsedia all’ultimo piano di viale Mazzini dove da una cesta di vimini, soffiando su un flauto il dg può far uscire – flessuoso e spietato – il cobra Fazio Fabio pronto ad azzannare chiunque si avvicini.

  

Rai, di tutto, di più. Morio Orfeo ancor di più. Joe – povero Joe – se ne resta invece a languire nella Gabbia in fondo al mare da dove scrive suppliche a Urbano Cairo come Silvio Pellico dallo spettrale Spielberg: “Urbano mio, rendimi la libertà, vieni a prendermi con uno dei buoni taxi della tratta Milano-Crema”. Cairo non si capacita del colpo di fortuna e affida prontamente 7 a Sandro Mayer che ne fa finalmente un settimanale come si deve e Irene, contenta di lavorare con Mayer (vero, Irene?) non ci pensa più di andarlo a liberare, anzi, come Luca Brasi del Padrino sibila: “Dormi cu li pesci!”. Vero, Irene?

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