Gli assi del Cav.

Berlusconi cestina il partito degli animali e scatena il partito dei giornalisti. Ecco i nomi

Gli assi del Cav.

LaPresse/Claudio Furlan

La Carica dei direttori, operazione Prima Pagina. Che si voti o non si voti il Cavaliere ha già i suoi assi. Sono tutti nella sua generosa manica: Alessandro Sallusti, Mario Giordano, Clemente Mimun e Nicola Porro. Un vero e proprio poker. E se solo si decidesse a scendere in campo anche Paolo Del Debbio sarebbe un’imbattibile scala reale.

   

La Carica dei direttori. Zio Silvio li fa tutti deputati. Ma sarà ben più di un poker, o di una scala reale, se arriva anche Cesara Buonamici (per Vittorio Feltri, nessuno sforzo, è già pronto lo scranno di senatore a vita). Sarà ambo, terna, quaterna e cinquina, infatti. E tombola, va da sé, con Barbara Palombelli.

   

La Carica dei direttori, operazione Prima Pagina. Berlusconi li fa tutti deputati. Ma anche sindaco. Giuseppe Falci, sulla Stampa, ha già fatto il suo scoop ma Nove Colonne non è da meno. E’, infatti, l’idea fissa del Cav. portare la Palombelli al Campidoglio. Virginia Raggi è allo stremo e la conduttrice di “Forum” chiama a raccolta i suoi prodi.

   

La Carica dei direttori, operazione Prima Pagina. La soave sacerdotessa di Roma eterna – formidabile giornalista – è più che adatta a ravvivare la fiamma ardente di Vesta: “Devo proprio convincerti a fare questo passo”, le ha sussurrato Berlusconi, telefonandole un giorno sì e l’altro pure, “o devo chiamare Francesco?”.

  

La Carica dei direttori, Prima Pagina. Berlusconi cestina, insomma, il partito degli animali e scatena il partito dei giornalisti. Caccia a pedate agnellini e cagnetti e convoca a Palazzo Grazioli, per l’appunto, Francesco. Non certo il frou frou Bergoglio, bensì il neo papalino Rutelli al quale, imponendo la candidatura della moglie, Barbara Palombelli, chiede un solenne giuramento: “Non avrai altro Pontefice al di fuori di Gianni (Letta)”.

   

La Carica dei direttori, operazione Prima Pagina. Berlusconi li fa tutti deputati. E se zio Silvio corre in soccorso dell’editoria in crisi – dalle edicole porta i giornalisti in Parlamento, dai tigì li fa eleggere al Senato – si adopera anche nell’andata e ritorno.

  

La Carica dei direttori, operazione Prima Pagina. Falci sarà pure portatore sano di notizie ma Nove Colonne non sta con le mani in mano. E Nove Colonne sa le cose: per un Alessandro Sallusti che entra a Montecitorio c’è un Augusto Minzolini che va alla direzione del Giornale. E Inpgi e Casagit ringraziano.

  

La Carica dei direttori, operazione Prima Pagina. Il copyright è Ian Fleming ma la sostanza è tutta di Arcore. Come fu negli anni d’oro la stagione dei “professori”, così oggi con le grandi firme. Non quelle della moda. Per loro, sarà per la prossima volta. Ma la futura strategia di stile e sartoria è più che un presagio in questa fase. Sia che vinca il centrodestra di Berlusconi, sia che vinca il centroetruria di Matteo Renzi, un testimonial dello charme è già ai nastri di partenza.

  

La Carica dei direttori, operazione Prima Pagina. Candidato, certo, ma ancor più ministro. E’ di Alessandro De Angelis la casella di responsabile del dicastero più delicato nel futuro governo degli uni o degli altri, Rapporti con il Parlamento. Simpatico, irresistibile, preparatissimo, si aggiudica la quota charmant. E toglie a palazzo Chigi la patina sfigata e impiegatizia. Elegantissimo, De Angelis è già stato insignito di due fondamentali onorificenze, il Cordone di Cologno Monzese e il Collare di Laterina.

   

La Carica dei direttori, operazione Prima Pagina. Deputati, ministri e incaricati. All’incarico più delicato di questo frangente storico – responsabile per l’Italia dell’Unhcr – Berlusconi indica Laura Cesaretti, notista del quotidiano milanese di Via Negri.

   

La Carica dei direttori, operazione Prima Pagina. Nel posto che fu di Laura Boldrini va dunque la pasionaria del Nazareno (con buone speranze di diventare presidente della Camera al prossimo giro), va appunto l’indomabile Cesaretti dove però farà tutto il contrario dell’illustre predecessora: macellerà le agnelline, castrerà i capretti e prenderà a fucilate i migranti (a meno che non s’iscrivano alle future primarie del Pd, quota Matteo va da sé).

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