Meglio di Nove Colonne

Sempre sobrio e umile è Joe, su 7 la sua immagine come quella di Ramsete II nei templi di Abu Simbel

Meglio di Nove Colonne

Bau-Sette-7! Servegnini direttore, s’è impazzito l’editore. Joe firma il suo primo numero e – dannato briccone! – umilia la nostra più sfrenata fantasia. Sembra la prosa di Nove Colonne e invece – incallito monello! – è lui: “La cosa più divertente è che mi chiamano ‘Direttore’; è un titolo che ho accuratamente evitato”.

 

Bau-Sette-7! Servegnini direttore, s’è impazzito l’editore. E’ l’incredibile Joe. Più di Hulk, meglio di Hulk: l’ha così accuratamente evitata la direzione al punto che Urbano Cairo, sentendosi snobbato, s’è subito innamorato e l’ha presto impalmato: “Ho sempre nutrito diffidenza verso la carica” – scrive Servegnini, umiliando la nostra più sfrenata fantasia – “ho visto colleghi cambiare abito, passo e fisionomia, quando sono stati nominati direttori”.

 

Bau-Sette-7! Servegnini direttore, s’è impazzito l’editore. Chi disprezza compra, e a caro prezzo (si fa pagare). Joe non ne voleva sapere di fare il direttore e Cairo, pur di convincerlo, non solo l’ha ricoperto di buoni taxi Milano-Crema ma ha aggiunto anche un’infinità di voucher per il servizio di risciò Milano-Roma per arrivare negli studi di via Novaro per le puntate di “Otto e Mezzo”.

 

Bau-Sette-7! Servegnini direttore, s’è impazzito l’editore. Chi disprezza compra, e a caro prezzo (si fa pagare). Il pur sparagnino Cairo con Servegnini non bada a spese e gli compra anche una giostra coi cavallucci da collocare in via Solferino dove far galoppare le amazzoni di Joe ma lui – spietato birichino! – resta sempre lo stesso. Non cambia passo e nemmanco fisionomia: stessa scucchia modello comò semovente, stessa frezza bianca da suora laica, stesso impermeabile da spalancare nel lieto oplà dell’uomo che non deve chiedere mai.

 

Bau-Sette-7! Servegnini direttore, s’è impazzito l’editore. E’ Joe, dunque, o non è Joe? Certo che è Joe. Sono parole sue di suo medesimo se stesso: “E’ un titolo che ho accuratamente evitato (ne ho assunti altri, più informali: viaggiatore, commentatore, scrittore, attore, conduttore, genitore), ho sempre nutrito diffidenza verso la carica”.

 

Bau-Sette-7! Servegnini direttore, s’è impazzito l’editore. Sembra la nostra fantasia e, invece, è lui a scrivere così: “Ah, dimenticavo, quando sorridono e mi chiamano ‘direttore!’, i miei stanno per combinare qualcosa che disapprovo (vero, Irene?). Ma siamo una redazione felice, e 7 è un settimanale felice. Voi direte: finché dura. Certo: finché dura. Si sa, tutto passa. Umori, editori e direttori. Ecco perché ho proibito di avvitare il cartello col mio nome, fuori dalla nuova stanza di via Solferino. Ho soltanto spostato il post-it con scritto BSEV”.

 

Bau-Sette-7! Servegnini direttore, s’è impazzito l’editore. Sempre sobrio e umile è Joe ma tra foto e caricature la sua immagine sul primo numero del settimanale di via Solferino compare tredici volte, più di quella di Ramsete II nei templi di Abu Simbel. Il cartiglio BSEV – riproduzione del sacro post-it – compare invece quindici volte, più delle N incise da Napoleone Bonaparte al Louvre dopo la vittoria di Austerlitz. A proposito di post-it. Da nostre informazioni veniamo a sapere (vero, Irene?) che qualcuno, in via Solferino, odiando tutti, alita odio caldo sull’adesivo per farlo scivolare via ma Joe sbatte in copertina un orsacchiotto e gli orsacchiotti di tutto il mondo si ribellano: nessuno vuole dormire con Servegnini.

 

Bau-Sette-7! Servegnini direttore, s’è proprio impazzito l’editore. Tutti gli orsacchiotti compatti vogliono dormire solo con Lucianino Fontana, il direttore animalista del Corriere della Sera; Massimo Gramellini che è orsacchiotto di suo viene prenotato da Urbano Cairo in persona, e cioè l’editore, per addormentarsi accucciandosi a lui pur di non vedere i guai combinati da Joe: “Di che son fatti i sogni? Di inserzionisti di pubblicità entusiasti”.

 

Bau-Sette-7! Servegnini direttore, s’è impazzito l’editore. Altro che inserzionisti entusiasti. Cairo si sveglia ed entra in un incubo: Babbo Natale in persona, raccolto il grido di dolore degli orsacchiotti, convince Mattel, Giochi Preziosi, Lego, Ciccio Bello e tutte le aziende di giocattoli a ritirare le pagine di pubblicità da 7 (che, con la testata scritta in cifra, segnala il segreto traguardo di Servegnini). Altro che oggi a Sette, domani al Corriere. Ecco il Bau-Sette-7! Oggi a 7, domani all’“Aria che tira”. Joe non mira a via Solferino ma ai vestiti di Myrta Merlino.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    30 Aprile 2017 - 13:01

    Severgnini ogni tanto è lucido e ci coglie ma molti ,troppi, giornalistoni italiani sono diventati ammerricani con doppia cittadinanza e considerano questa doppiezza ( !) un master super ( lo sottolinenano sempre nelle loro omelie in tv ) come a dire ' a rigà abbadate che io ora vivo in America e non sono più un provincialotto come voi.

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