Il Palio degli asini

Joe arringa i suoi redattori, corsari audaci per espugnare la corazzata di Via Solferino

Il Palio degli asini

Milano, via Solferino. Sede del Corriere della Sera (foto via Wikimedia)

Come zio Sam, meglio di zio Sam. Urbano Cairo a tutta pagina col ditino segnalatore chiama a raccolta prodi, eroi e venditori di pubblicità per Rcs mentre infuria la battaglia del Corriere. Bau-Sette-te alla riscossa: “Lucianino, trema!”. Joe Servegnini arringa i redattori di Sette: “Farò di voi un’audacissima nave corsara per espugnare la corazzata di Via Solferino!”.

 
Come zio Sam, meglio di zio Sam. Cairo recluta baldi giovani ma intanto – con la vercesizzazione di Luciano Fontana, attuale direttore del quotidiano – scoppia la guerra per la conquista del Corriere della Sera. Joe intuisce le intenzioni dell’editore – o crede di indovinarle – e agisce da par suo.

 
Come zio Sam, meglio di zio Sam. Cairo addita mentre Joe sega. Deciso a far fare a Fontana la fine di di Pier Luigi Vercesi, detronizzato da Sette, provoca il direttore animalista lanciando in un crudele palio degli asini in Sala Albertini con salto nel cerchio di fuoco tipo Pinocchio e Lucignolo nel Paese de’ Balocchi.

 
Come zio Sam, meglio di zio Sam. Cairo addita, Joe va alla pugna. Non è facile conquista quella di via Solferino perché Joe incontra, lungo la strada della gloria, un temibile avversario. E’ Massimo Gramellini che, da par suo, tenta di sedurre la parte romantica di Cairo. Si chiude in una stanza, si fa portare un’infinità di foto di Cairo additante e vi scrive sopra slogan irresistibili tipo, “I sogni hanno ali lunghissime”. Immediata la replica di fuoco di Joe: “Io ho già la frangetta lunghissima, dalla fronte arriva fino alla mia scucchia”.

 
Come zio Sam, meglio di zio Sam. Cairo addita, Joe va alla pugna. Servegnini in piena trance agonistica non si limita a spegnere le luci ma costringe i suoi redattori corsari a lavorare a lume di candela, ad alimentare i computer con una dinamo a pedali su cui i giornalisti devono correre – proprio come una macchina da cucire – e sempre per far risparmiare Urbano impegna moglie e figlio a lavare e stirare le maglie del Gallo Belotti, il centravanti del Toro.

 
Come zio Sam, meglio di zio Sam. Cairo addita, Joe va alla pugna. Gramellini indomito prepara caffè sempre più zuccheratissimi che commuoverebbero una pietra e dunque un poco anche Cairo. E come zio Tom, meglio zio di zio Tom, Cairo si mette in posa per una nuova fotografia e un più squillante monito morale: “Al funerale di un bianco ci sono tutti, al funerale di un nero non c’è nessuno; corri, ragazzo, corri!”.

   
Come zio Sam, meglio di zio Sam. Cairo addita, Joe va alla pugna. Spietato Joe arruola un imprevedibile alleato: Gianni & Riotto detto Johnny che si procura dai picciotti di Detroit l’arsenico da versare nel Caffè di Gramellini. Impressionante il ghigno di satanica gioia che deforma la già provata scucchia ilare e compiaciuta di Servegnini: “Grazie alla pozione magica di Riotto trasformerò il caffè di Gramellini nel caffè di Sindona”.

   
Come zio Sam, meglio di zio Sam. Cairo addita, Joe va alla pugna. Per un tragico incidente il Caffè di Gramellini corretto con Sindona viene sorbito dall’asinello mascotte di via Solferino, che schiatta sul colpo con un ultimo straziante raglio. Distrutto dal dolore, il direttore animalista Lucianino Fontana lancia l’anatema: “Al mio posto venga chiunque, tranne Servegnini”.

   
Come zio Sam, meglio di zio Sam. Cairo addita, Joe va alla pugna. Indignati dalla perfidia di Joe, i produttori di cibi per cani, e anche quelli per gatti, e poi ancora quelli per criceti, ritirano la pubblicità a Sette. Cairo medita di richiamare – chiedendogli perdono, avvolto com’è nel cilicio – Vercesi. Si consulta anche con Sandro Mayer ma Servegnini, sempre più malvagio, s’impadronisce del parrucchino di Mayer, ancora meglio dell’originale frezza bianca invidiata da ogni suora laica.
  

Come zio Sam, meglio di zio Sam. Cairo addita, Joe va alla pugna. Servegnini può coronare il suo sogno: giurato di Ballando con le stelle, dove fa subdolamente trionfare Alba Parietti pur di averla al fianco con le sue temute arti stregonesche nella battaglia finale per via Solferino. Si fa vivo dall’aldilà pure Licio Gelli con un messaggio d’incoraggiamento: “Neppure io ai bei tempi ero capace di tante trame e simili sotterfugi per impadronirmi del Corriere”.

 

Come zio Sam, meglio di zio Sam. Cairo addita, Joe va alla pugna. Gramellini per togliere vantaggio a Joe compone uno straziante epicedio per l’asinello: “Vola, amico a quattro zampe, i sogni hanno lunghissime ali; vola, la vita è una strada troppo larga per attraversarla da soli…”. Cairo fa una nuova foto, Joe strepita e Urbano, allibito, pensa seriamente di restituire il Corriere alla cordata Bonomi.

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