Resistenza!

Grandi firme del giornalismo democratico, Joe in testa, in difesa del sanatorio di Capalbio

 

No pasaran, no spiaggeran! Grandi firme del giornalismo democratico in difesa del sanatorio di Capalbio. Joe Servegnini, da par suo, novella Dolores Ibarurri, chiama alla nuova guerra internazionalista contro l’alzamiento barbarico. Al posto di Ernest Hemingway c’è Franco Bassanini, non c’è Georges Bernanos e ci si deve accontentare del principe Nicola Caracciolo ma ora e sempre, a Capalbio, grazie a Joe, è Resistenza!

 

Non pasaran, no spiaggeran! La nuova Resistenza a Capalbio. Il sanatorio della sinistra è in pericolo, la storia insegna: come Francisco Franco fece strame della Repubblica spagnola portando dall’Africa le truppe marocchine e istaurarvi la dittatura, così oggi – il fronte del No al Referendum di Maria Etruria Boschi – aggredisce la Piccola Atene, novella fortezza dell’Alcazar, portandovi cinquanta profughi. Nessuno dei quali, è lettore de La Lettura, l’inserto scicche e pittato di Via Solferino.

 

No pasaran, non spiaggeran! Grandi firme all’Ultima spiaggia. Gianni & Riotto detto Johnny, vestito da anarchico iberico, dalla sua ridotta de La Stampa segue a ruota Joe e – alla testa di un manipolo di redattori cool reclutati dalla fighettissima Rivista Studio per costituire la brigata “Giorgio Napolitano” – si dichiara pronto a organizzare un plotone d’esecuzione.

 

No pasaran, no spiaggeran! Grandi firme all’Ultima spiaggia. Come un tempo i comunisti in Spagna spararono a Madrid contro la statua del Cristo Redentore, così oggi Johnny, alla testa dei suoi devoti, apre simbolicamente il fuoco contro lo yacht di Beppe Grillo. Il fondatore dei Cinque stelle, al grido di “Viva la Muerte!”, proprio come fanno i burini del berlusconismo che sono peggio dei vucumprà è villeggiante a Porto Cervo e con quella cafonissima barca esibisce il disprezzo verso la Piccola Atene.

 

No pasaran, no spiaggeran! Ora e sempre Resistenza. Avvolto nell’impermeabile bianco – frezza candida e frangetta da suora rigorosamente laica – Joe dà di smanie e nell’happy hour della piazzetta dell’acculturato borgo toscano, portando il saluto di Lucianuccio Fontana, il direttore boschiano, fedele ai voleri del governo di Matteo Renzi, proclama il suo pronunciamiento: “No pasaran, non spiaggeran a Capalbio!”.

 

No pasaran, no spiaggeran! Fischia il ventilatore, soffre la ghiacciaia, prosecchino caldo eppur si deve andare. La nuova Resistenza comincia a Capalbio. Un caloroso applauso levatosi dai lettini degli stabilimenti balneare saluta intanto Ivano Artioli, presidente dei partigiani di Ravenna, da poco cacciato dall’Anpi per avere espresso il suo Sì al Referendum. Joe in persona, distribuendo a modo di ventaglio copie de La Lettura, provvede a sventolarlo mentre col secchiello, Claudio Martelli, lo rinfrescava spruzzandogli sul volto gocce riformiste.

 

No pasaran, no spiaggeran! Happy hour e Resistenza. L’impavido Joe, scongiurando il sacrificio dei materassini a Capalbio, e magari per darli agli immigrati, scaglia il più potente degli insulti contro Roberto Saviano: “Falangista. Tu es el nuevo José Antonio Primo de Rivera!”.

 

No pasaran, no spiaggeran! Prosecchino caldo, eppur si deve andare. Ed è su La Repubblica – il giornale dove pure ci scrive Alberto Asor Rosa, monumentale nume di Capalbio – che Saviano si lancia all’assalto del sanatorio della sinistra. L’autore di Gomorra, evita naturalmente di prendersela con Asor Rosa che l’ha definito “grande scrittore”, ma si schiera dalla parte dei cinquanta profughi e indirettamente, dunque, fa la guerra al lettino dove s’abbronza anche Asor Rosa.

 

No pasaran, no spiaggeran! Happy hour e Resistenza. Il già eroe della legalità purtroppo passa al nemico e così, con questo articolo, fa tutta una paranza della comitiva di vegliardi impauriti dall’arrivo dei profughi che cantano “Cara al Sol!”, e varca il Rubicone del tradimento di classe. Servegnini, fiero come un volontario repubblicano nella battaglia delle Baleari, alza le barricate dei lettini dell’Ultima spiaggia, lo stabilimento balneare degli eletti e urla contro Saviano l’irripetibile tra gli irripetibili insulti: “Tu es falangista con la camisa negra, no pasarai, olè!”.

 

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