La Giglia giarrettiera

Tutti i giornalisti in fila per entrare nel nuovo ordine lealista istituito da Joe & Johnny.

 

La Giglia giarrettiera

Vade retro satira, ninna nanna alle coscine di pollo. Joe & Johnny – ovvero Joe Servegnini e Gianni Riotto detto Johnny – per porre rimedio all’onta sessista ordita da Riccardo Mannelli, reo di lesiva vignetta contro Maria Etruria Boschi pubblicata sul Fatto quotidiano, istituiscono l’ordine della Giglia Giarrettiera da non dare ai cattivi come Vincino che poi vanno a solidarizzare coi satiri e insignire infine i giornalisti buoni e leali col governo e perciò meritevoli di cotanta onorificenza.

 

Vade retro satira, ninna nanna alle coscine di pollo. Joe mette la giarrettiera a Johnny e viceversa. Comincia così il rituale della cerimonia dove Servegnini, fiero della sua frezza bianca su frangetta da suora laica, sfoderando la gambetta dal color yoghurt a lunga conservazione, mostra orgoglioso alle telecamere del Tg1 – appositamente accorse con tanto di diretta a cura di Fritto Frittella – le tanto adorate vene varicose da sensibile romantico viandante britannico.

 

Vade retro satira, ninna nanna alle coscine di pollo. Forte di nicchia, è al redento Tg3, finalmente restituito alla maggioranza del Pd che Johnny offre il commovente momento in cui – dalle manine fatate di Joe – riceve la Giglia Giarrettiera su cui ha versato bacini Luca Lotti, il fascinoso custode delle chiavi segrete, non certo più ambite come quelle dell’appartamento di Firenze dato in uso da Marco Carrai a Matteo Renzi, ma le uniche ad aprire i santissimi lucchetti del Giglio Magico.

 

Vade retro satira, ninna nanna alle coscine di pollo. Joe & Johny, pur sempre rispettivamente punta di diamante del Corriere della Sera e della Stampa, superano il primo momento d’imbarazzo verso i propri giornali decidendo ciascuno diversamente sulla domanda delle domande: “Dobbiamo insignire i nostri direttori?”. Se su Luciano Fontana si va sul sicuro, ingiarrettato ad origine, con somma gioia di Joe, su Maurizio Molinari invece – il direttore del quotidiano torinese – Johnny nutre più di un dubbio, anzi, arriva a una certezza: “Non è renziano, è un convinto sostenitore di Chiara Appendino. Vade retro, vade retro…”.

 

Vade retro satira, ninna nanna alle coscine di pollo. L’immarcescibile Johnny, una ne fa e cento ne pensa e alla cerimonia di consegna ai meritevoli dell’ordine della Giglia Giarrettiera, dalla Stampa chiama ovviamente Massimo Gramellini e lo ingiarretta ma siccome ogni volta finisce che qualunque premio, qualunque riflettore, qualunque gioia se la cucca lui e solo lui, ovvero Marcel, l’immenso Marcello Sorgi, Johnny che una ne fa, cento ne pensa e si organizza.

 

Vade retro satira, ninna nanna alle coscine di pollo. Johnny fa come Peppa la Cannoniera. Spolvera polvere da sparo sulla propria barba sale & pepe e al suo persecutore, ovvero Marcel, gli mette alle calcagna Carlo Conti. E il direttore artistico di RadioRai – ormai, una sorta di Luca Brasi di Renzi – sa sempre il fatto suo.

 

Vade retro satira, ninna nanna alle coscine di pollo. Johnny accarezza con studiata lentezza la propria giarrettiera, assapora già il trionfo ai danni di quello che gli soffia sempre il primo posto dappertutto – dalle direzioni nei giornali a quella del Tg1, per non dire dei libri dove Marcel fa sfracelli mentre a Johnny solo patate – sa che Carlo Conti, sotto le mentite spoglie di Capitan Findus, naviga al largo di Lipari per intercettare e tendere un agguato al Sorgi navigante tra Scilla e Cariddi ma lo spietato direttore artistico di RadioRai deve piegarsi a ben più alto comando.

 

Vade retro satira, ninna nanna alle coscine di pollo. Offrendo ai venti di ponente e di levante un fumigante piatto di pasta ’cchi sardi, lasciando sprigionare l’irresistibile profumo, Marcel vede arrivare, scendendo sul ponte del proprio yacht, da una scaletta di cordami – scortata dai caccia bombardieri levatesi dall’aeroporto militare di Sigonella – la soave, silente e severa Maria Etruria Boschi, rapita dalla squisita prelibatezza e decisa a dare a Sorgi, ancora una volta primo, tutto ciò che vuole, qualunque cosa: “La mia banca per le tue sarde!”. Un finale scespiriano – tra le acque delle Eolie – su cui Johnny, pur consolato da Joe, non può non supplicare, ancora una volta, il sipario!

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